Il ruolo dell’adulto nell’educazione Montessori
Non un maestro, ma una guida silenziosa e attenta.
Nel metodo Montessori, l’adulto non è al centro della scena. Il protagonista è il bambino, con la sua mente assorbente, la sua capacità di concentrazione e il suo impulso a crescere in autonomia.
Ma questo non significa che l’adulto non abbia un ruolo importante. Al contrario: il suo compito è fondamentale, delicato e profondo.
Scopriamo insieme perché questo atteggiamento fa davvero la differenza.
1. Un cambio di paradigma: il bambino al centro
Nell’educazione tradizionale, l’adulto è spesso visto come colui che insegna, spiega, corregge.
Nel metodo Montessori, invece, il punto di partenza è diverso: il bambino ha dentro di sé tutto ciò che serve per imparare e crescere. L’adulto non deve formarlo, ma accompagnarlo con rispetto, cura e osservazione.
Maria Montessori diceva:
“Il nostro compito è quello di aiutare il bambino ad agire da solo.”
2. Osservare senza intervenire
L’osservazione è il primo strumento dell’adulto montessoriano.
Solo osservando con attenzione e senza giudizio possiamo davvero conoscere il bambino: i suoi interessi, i suoi bisogni, i suoi tempi.
👀 Cosa osservare:
- Il temperamento
- Il livello di concentrazione
- Il tipo di materiale scelto
- I gesti ripetuti
- Le difficoltà o le frustrazioni
- Le fasi di sviluppo (periodi sensitivi)
🔑 Regola d’oro: prima osserva, poi intervieni (se serve).
3. Preparare l’ambiente (e poi fare un passo indietro)
Uno degli strumenti più potenti nelle mani dell’adulto è l’ambiente preparato.
L’adulto cura lo spazio, seleziona i materiali, li presenta con attenzione e poi… si ritira, lasciando che il bambino esplori in libertà.
📌 Compiti dell’adulto:
- Non intervenire quando non necessario
- Ordinare e mantenere l’ambiente accessibile
- Mostrare l’uso corretto dei materiali
- Garantire sicurezza e coerenza
- Sostenere l’indipendenza
- Avere fiducia nel bambino
- Offrire supporto solo quando necessario
Il genitore non è “assente”, ma presente in modo attento.
4. Rispondere ai bisogni reali, non imporre i propri
Spesso, da adulti, siamo tentati di guidare il bambino verso ciò che “pensiamo sia meglio per lui”.
Nel metodo Montessori, invece, si cerca di capire ciò che il bambino ci sta chiedendo con i suoi comportamenti.
👶 Esempi concreti:
- Un bambino che sale ovunque ha bisogno di movimento e sfida fisica, non di essere fermato.
- Un bambino che svuota e riempie mille volte un contenitore ha bisogno di esercitare il coordinamento.
🎯 Compito dell’adulto: creare occasioni che rispondano a questi bisogni profondi.


5. Offrire libertà… con responsabilità
La libertà, in Montessori, non è fare tutto ciò che si vuole, ma poter scegliere entro limiti chiari e coerenti.
L’adulto deve offrire confini sani e costanti, che aiutino il bambino a sentirsi sicuro e a interiorizzare la disciplina.
✅ Esempi di libertà con regole:
- Puoi scegliere il materiale che vuoi, ma uno alla volta.
- Puoi alzarti e muoverti, ma senza disturbare gli altri.
- Puoi decidere quando fare merenda, ma solo nello spazio dedicato.
🧭 Obiettivo: aiutare il bambino a costruire la sua libertà interiore.
6. Il lavoro su di sé: diventare adulti consapevoli
Essere un adulto montessoriano significa anche lavorare su di sé:
🧘♀️ imparare a non interrompere,
👂 ascoltare davvero,
🧠 lasciare andare aspettative e giudizi,
❤️ accogliere errori e momenti difficili con pazienza.
Maria Montessori parlava di una vera e propria “preparazione dell’adulto”: un percorso interiore che richiede tempo, consapevolezza e amore.
Conclusione
Nel metodo Montessori, l’adulto non “forma” il bambino, ma si trasforma per accompagnarlo nel suo viaggio.
Non si tratta di essere genitori perfetti, ma presenti, curiosi e disposti a imparare insieme. Si diventa genitori strada facendo, quindi è normale non essere subito preparati e capaci in tutto, siamo tutti in cammino. Quindi non sentirti inadeguato, incapace, prendi una giornata e una conquista alla volta.
Ogni bambino ha bisogno di essere visto, accolto e rispettato… ma anche ogni adulto ha bisogno di riscoprirsi educatore nel senso più vero: colui che fa emergere il potenziale che già c’è.
